Obesità e diabete, malattie che rappresentano importanti fattori di rischio cardiovascolari e renali

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Diabete Controllo3FIRENZE, 03 apr. - Si conclude oggi a Firenze l'evento Cardiometabolic Care 2025 indirizzato a medici di diverse discipline (cardiologia, medicina interna, nefrologia, neurologia, diabetologia, medicina generale) che si propone di approfondire i temi relativi alla terapia ipolipemizzante e cardiometabolica, finalizzata alla riduzione del rischio cardiovascolare globale.

Secondo Fabrizio Oliva, presidente Anmco e direttore Cardiologia 1 dell'ospedale Niguarda di Milano, "obesità e diabete sono due malattie che rappresentano importanti fattori di rischio metabolici che determinano un forte impatto in termini di malattie cardiovascolari e malattia renale cronica".

"Nella gestione del continuum cardio-renale metabolico nel corso degli ultimi anni sono emerse importanti novità, prima gli SGLT2 inibitori e più recentemente gli agonisti del recettore GLP-1. Questi farmaci sono indicati per il trattamento di adulti con diabete mellito di tipo 2 non sufficientemente controllato per migliorare il controllo glicemico come coadiuvante alla dieta e all'esercizio fisico e hanno dimostrato di ridurre gli eventi cardiovascolari avversi maggiori".

"Nei giorni scorsi - continua Oliva - sono stati presentati all'American College of Cardiology i risultati di alcuni recenti studi sugli agonisti recettoriali GLP-1 rispetto al placebo come aggiunta alla terapia standard per la prevenzione di eventi cardiovascolari avversi maggiori in persone con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare e/o malattia renale cronica accertata. I risultati hanno dimostrato una riduzione statisticamente significativa e superiore degli eventi cardiovascolari per le persone trattate con questa classe di farmaci rispetto al placebo. Parleremo di questi importanti successo e anche di quello ottenuto dagli agonisti recettoriali GLP-1 in pazienti con sovrappeso o obesità e malattie cardiovascolari senza diabete. I dati presentati vanno a rinforzare il quadro di evidenze che sostengono il comprovato beneficio cardiovascolare di questi farmaci al di là della formulazione e su diverse classi di pazienti."

(adnKronos)


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